Le parole del premier uscente non giungono affatto così inaspettate. Anzi, c’era da chiedersi sul perché non le avesse ancora pronunciate. Oggi Monti è stato irrevocabile: «Nessuna nuova manovra. Se il risultato elettorale sarà nel segno della continuità, e quindi se i mercati saranno rassicurati e i tassi resteranno bassi, si troveranno le risorse per evitare manovre aggiuntive. Diversamente, proporremo una grande coalizione». Tradotto: le cose andranno bene solo se vincerò io, senza possibilità di replica o ripensamento; viceversa, se il paese finirà nelle mani dei “comunisti” (centrosinistra e CGIL), i mercati si arrabbieranno, i tassi si alzeranno e si sarà costretti a fare una nuova manovra. L’unico che deve vincere sono io, anche contro le logiche del voto e le preferenze dell’elettorato, per il bene dell’Italia che solo in me può scorgere una salvezza dallo sfacelo (testualmente: «”Non bastano maggioranze strette per fare tutte le riforme che servono per uscire” dall’emergenza in cui e’ l’Italia e “se ci fosse una grande coalizione” sulle riforme “non so se avrebbe il sapore della vecchia politica, forse avrebbe quello della politica necessaria». fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/01/28/Monti-grande-coalizione-le-riforme_8149554.html). Il significato di queste affermazioni è inquietante quanto in perfetta continuità con le logiche del pensiero unico che oramai sembra aver consolidato la sua egemonia e stretto in una morsa tenace (e, sembra, definitiva) la sfera della politica. Qualsiasi scelta (politica, amministrativa) deve essere subordinata alle richieste dei cosiddetti mercati (che, ricordiamocelo ogni tanto, sono costituiti da uomini esattamente come il sottoscritto): quindi il sentiero politico e il futuro di un paese sono già tracciati, nel segno di quella “continuità” con i dogmi del pensiero unico, tanto cari al nostro caro Monti.

Il Professore si presenta, nuovamente, nelle vesti di unto dal Signore, un Signore, però ben più concreto e meno metafisico di quello dei teologi: è il Signore del mercato, del capitale, dei poteri forti finanziari e del neoliberismo. Un Signore difficile da smascherare, perché non ha volto (piuttosto, ne ha migliaia), perché la sua chiesa non ha una sede, perché i suoi fedeli sono difficili da scoprire, perché tutti quanti, volenti o nolenti, sottostiamo ai suoi comandamenti. Se cercavate la Chiesa universale, eccola qua. E meno male che, ancora una volta, il Messia venuto dalla Bocconi è sceso tra di noi per diffondere la Buona Novella.
